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CALCIO | Attitudini nel Calcio: Allenare il Calciatore

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Attitudine [dal lat. aptitudo: adatto»]: disposizione (fisica o mentale) innata o acquisita col tempo che facilita lo svolgimento di una particolare attività. Così detta, sembra invero che tanti allenatori non provino ad allenarle le attitudini del calcio, specialmente in età giovanile. E sembra altrettante impossibile che, ribaltando il discorso, a volte non si valutino le attitudini del calciatore per far si che faciliti ciò che dovrà fare in campo, a dipendenza del ruolo, delle funzioni di gioco e delle scelte che di troverà a dover prendere. Si deve allenare il gioco e i giocatori. Quasi sempre, invece, vediamo allenatori che allenano sè stessi o, ancor peggio, allenano l'allenamento. Oggi parliamo di attitudini, umane e sportive. Cercheremo di darti una visione di cosa pensiamo che l'allenatore debba allenare, vedere e comprendere in campo, a partire dai giocatori, non da sé stesso. Così facendo, sarà lo stesso allenatore ad accompagnare la crescita dei propri atleti adattandosi, appunto, alle loro caratteristiche attitudinali. Se vuoi saperne di più il titolo del libro citato al minuto 7 è: "l'arte di sbagliare", di Kathryn Shulz (libro consigliatissimo).

Attitudine [dal lat. «adatto»]: disposizione (fisica o mentale) innata o acquisita col tempo che facilita lo svolgimento di una particolare attività.

Così detta, sembra invero che tanti allenatori non provino ad allenarle le attitudini del calcio, specialmente in età giovanile. E sembra altrettante impossibile che, ribaltando il discorso, a volte non si valutino le attitudini del calciatore per far si che faciliti ciò che dovrà fare in campo, a dipendenza del ruolo, delle funzioni di gioco e delle scelte che di troverà a dover prendere.

Si deve allenare il gioco e i giocatori. Quasi sempre, invece, vediamo allenatori che allenano sè stessi o, ancor peggio, allenano l’allenamento.

Oggi parliamo di attitudini, umane e sportive. Cercheremo di darti una visione di cosa pensiamo che l’allenatore debba allenare, vedere e comprendere in campo, a partire dai giocatori, non da sé stesso. Così facendo, sarà lo stesso allenatore ad accompagnare la crescita dei propri atleti adattandosi, appunto, alle loro caratteristiche attitudinali.

Se vuoi saperne di più il titolo del libro citato al minuto 7 è: “l’arte di sbagliare”, di Kathryn Shulz (libro consigliatissimo).

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