Sostenibilità e innovazione: essere d’esempio e creare valore, con Gianluca Pizzamiglio

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In questo episodio con Gianluca abbiamo visto come l’Udinese è da sempre non solo al passo coi tempi ma spesso e volentieri pioniere in molte delle iniziative che fanno bene al calcio.

Abbiamo parlato di stadio, sostenibilità e di alcune iniziative volte a valorizzare Udine e tutto il Friuli.

La prima iniziativa che ci ha raccontato Gianluca è quella dell’away kit di quest’anno che è stato dedicato in un certo senso agli away fans ovvero ai friulani che vivono nel mondo.

La maglia è blu e azzurra (colori del Friuli) con una banda diagonale formata dai nomi delle 140 città del mondo dove esistono dei Fogolârs furlans ovvero delle associazione di friulani all’estero. Sono stati inviati 140 box con maglia celebrativa e proprio queste persone “scartando” questo regalo hanno svelato questa nuova maglia. La prima è arrivata a Shangai e proprio li è stata scattata la prima foto dell’away kit di questa stagione.

Questa iniziativa ha avuto un significato incredibile ancora di più in un anno nel quale non si poteva raggiungere il Friuli. Si è potuto così rinsaldare il rapporto che da sempre vive in questi tifosi rilanciandolo in un’ottica moderna e digitale in grado di coinvolgere anche le seconde e terze generazioni

Molti dei benefici sono arrivati grazie ai contenuti generati dai tifosi (user generated content); la  strategia ha avuto risonanza grazie proprio a loro che, una volta ricevuta la maglia, hanno condiviso creando rumore intorno ad un’iniziativa molto bella.

La condivisione è avvenuta non sono dalle varie persone e associazioni ma anche dai giornali locali delle varie nazioni che hanno scritto un pezzo creando awareness attorno all’Udinese e ai propri partner.

La mentalità del club splende anche e soprattutto nel suo stadio. Per la Dacia arena sono stati anni ricchi di attività calcistiche (oltre all’udinese anche la nazionale più volte e poi gli europei under 21) ma non solo. Questo infatti è il concetto di stadio moderno. Lo stadio ambisce ad andare oltre il calcio, nasce per quello ma punta ad altro. L’Udinese house ha sempre fatto attenzione a questo aspetto: le strutture hospitality, la club house ma anche i ristoranti e l’auditorium sono stati fondamentali per ospitare eventi b2b durante la settimana. Nel modello di business udinese potenzialmente tutti possono essere partner anche se in modo diverso.

Abbiamo anche parlato di un nuovo test fatto alla Dacia Arena che permette di capire se viene rispettato il distanziamento sociale in un’ottica di riapertura degli stadi. Anche in questo caso Udinese si dimostra un club innovativo a cui piace sperimentare soluzioni nuove che spesso sono poi accolte positivamente anche da altri club. 

Abbiamo chiuso unendo i due concetti chiave ovvero la nuova maglia e lo stadio. Entrambe hanno un minimo comune denominatore che è la sostenibilità. La maglia è la prima maglia realizzata da Macron su idea di Udinese che è fatta con un tessuto in plastica riciclata (ogni maglia è creata da 13 bottigliette da 0.50cl).

Questo si unisce al concetto di sostenibilità dello stadio: uno stadio green, che rispetta l’ambiente e che guarda al futuro. Da oltre 2 anni è carbon free; tutta l’energia è prodotta da fonti rinnovabili o in alternativa ci sono dei progetti per la compensazione della CO2 emessa. Nella scorsa stagione è stata implementata la raccolta differenziata in tutto allo stadio e nella prossima stagione c’è la volontà di diventare totalmente plastic free.

Come giustamente sottolinea Gianluca è estremamente importante dedicare del tempo delle risorse per mettere in campo attività concrete a sostegno dell’ambiente e della comunità perché il calcio ha visibilità mediatica incredibile e quindi coinvolgere le aziende partner e i tifosi in processi che tengono conto di green policy può generare un impatto sociale non indifferente.

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